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PALAZZO SIRENA LA MITICA SORGENTE DEI VENTI CHE GUARDA IL MARE

Il Palazzo Sirena è l’emblema della vocazione turistico-balneare di Francavilla al Mare. Fu inaugurato nel 1888 con una grande festa da ballo; ne scrisse la cronaca per “La Tribuna” di Roma Gabriele D’Annunzio. Il primo edificio della Sirena, progettato da Antonino Liberi, in stile floreale liberty, fu raso al suolo dalle mine dei guastatori tedeschi nel 1943. Ricostruito nel dopoguerra su disegno di Vittorio Ricci, è stato ampliato alla fine del Novecento su progetto di Mosè Ricci. L’ampliamento, nella parte che guarda il mare, ha portato alla costruzione di un grande Auditorium a conchiglia per circa seicento posti a sedere, destinato a spettacoli, concerti, manifestazioni culturali.

UNA CURIOSITA’

Di particolare interesse la facciata del Palazzo che fronteggia il mare: nella muratura semicircolare di mattoni a vista si apre la Porta del Mare, sormontata dall’originale scultura in ferro battuto dello scultore polacco Igor Mitoraj, che rappresenta la mitica sorgente dei venti.

UNA PASSERELLA SUL MARE

Il Palazzo Nel retro del Palazzo Sirena dalla rotonda sull’arenile un ampio pontile si protende verso il largo. Costruito negli anni ’60, è il luogo ideale per passeggiate romantiche e per ammirare i fuochi sul mare in occasione della festa patronale del 18 agosto. In estate, alcuni giovani si divertono a tuffarsi dal pontile.

UNA CURIOSITA’

IL Pontile Sirena è la seconda attrattiva di Francavilla al Mare dopo Palazzo Sirena, ed è consigliato di farsi una bella passeggiata di notte, dove si può ammirare la sua illuminazione fatta di strisce led lungo tutto il perimetro e matite dalla luce del tricolore.

TESTIMONE DELLA FUGA DEI SAVOIA

Il castello ducale De Riseis-D’Aragona si è sviluppato da una torre preesistente detta “dell’Ulivo” in stile duecentesco ma subì delle trasformazioni avvenute a partire dal XV secolo. Il castello cambiò così forma da struttura difensiva ad architettura abitativa. Il castello a pianta quadrata è composto da quattro torri angolari che racchiudono altrettanti corpi di fabbrica. La torre originaria di nord-est è la più grande. Il castello è cinto da un perimetro di mura che racchiudono anche un giardino. Si accede al castello tramite un ponte. Attualmente ospita il Museo dell’Abruzzo bizantino e altomedievale.

UNA CURIOSITA’

Il 9 settembre 1943 ospitò la famiglia reale dei Savoia in fuga da Roma a Brindisi, mentre nel giugno successivo fu gravemente danneggiato dai bombardamenti. Recentemente è stato restaurato.

IL GUERRIERO DAL GRANDE COPRICAPO

Il guerriero di Capestrano è una scultura in calcare tenero locale del VI secolo a.C., del periodo dell’arte italica, rinvenuta in una necropoli dell’antica città di Aufinum, località situata nei pressi di Capestrano (AQ), e raffigurante un guerriero dell’antico popolo italico dei Piceni. Si tratta di una delle opere più monumentali e significative dell’arte italica ed è conservata a Chieti, nel Museo archeologico nazionale d’Abruzzo. Una riproduzione a grandezza naturale del Guerriero è collocata nell’atrio del Castello Piccolomini di Capestrano. Il guerriero è probabilmente raffigurato morto, come suggeriscono la maschera facciale e i sostegni ed anche le dimensioni del corpo più grandi del vero. Si trattava probabilmente della statua posta come segnacolo sulla tomba regale.

UNA CURIOSITA’

L’anatomia del guerriero non è definita come nei coevi kouroi greci, ma è più approssimativa, mentre molta più cura è stata dispensata nel raffigurare dettagli come le armi, per sottolineare il rango e l’importanza del personaggio, ma la peculiarità della statua è soprattutto Il copricapo (di 65 cm. di diametro), caratteristico per le sue larghe tese che lo fanno assomigliare ad un sombrero.

JUS PRIMAE NOCTIS CON DELITTO

Il castello di Roccascalegna è una costruzione di stile romanico (XII sec.) che si trova nel comune di Roccascalegna (CH). La costruzione si erge maestosa sporgendosi al di là di un dirupo, quasi a sfidare la legge di gravità. Varie famiglie dominarono sul territorio nel corso dei secoli, dagli Annecchino ai Carafa, dai Corvi ai Croce Nani, i quali nel 1985 donarono il castello al comune che ne dispose il restauro.

UNA CURIOSITA’

Una leggenda narra che il barone Corvo De’Corvis, nel 1646, avvalendosi della norma denominata jus primae noctis, che imponeva alle novelle spose di trascorrere la prima notte di nozze col signore, venne accoltellato dal legittimo consorte travestito da sposa. L’impronta insanguinata del barone sarebbe ancora visibile su alcune rocce

UN CASTELLO A PIANTA DODECAGONALE

Il castello (XV sec.) è posto nel quartiere nord del paese chiamato Le Coste a difesa del fiume Treste. Il maniero consta di una torre di forma dodecagonale forse di origine cinquecentesca che ha inglobato una torre circolare, il palazzo dei Severino-Longo e la chiesa di San Carlo Borromeo.

UNA CURIOSITA’

Attualmente il Castello ospita il Museo della civiltà contadina. La collezione comprende una mostra di reperti archeologici. Nel 2007 è stata allestita la sezione etnografica.

IL BAROCCO ABRUZZESE

Costruita fra il XVII ed il XVIII sec., ha una pianta a forma basilicale, volta a botte, prospetto sobrio in mattoni d’epoca e linee architettoniche riferite all’Architettura tipica barocca Abruzzese. Interni dalle linee sfarzose e ricchi di motivi decorativi della tradizione artistica minore abruzzese.

UNA CURIOSITA’

Insieme alla chiesa del Carmine con il relativo palazzo vescovile di Vasto, commissionata dal don Diego d’Avalos, anche la chiesa di San Giuseppe rappresenta un gioiello di arte barocca abruzzese.

LA FORZA DEI BASTIONI A MANDORLA

Il castello Caldoresco fu costruito nel 1427 da Giacomo Caldora, divenuto Marchese del Vasto, sui resti di una precedente fortificazione. Il castello sostenne nel 1464 un assedio durato tre mesi contro le truppe di re Ferdinando I d’Aragona. Adibito a tribunale e a carcere tra 1605 e 1697, restaurato e rafforzato nel 1713, è stato utilizzato verso la meta’ dell’Ottocento come abitazione per privati. Il complesso presenta una pianta quadrilatera determinata da quattro fabbricati a base scoscesa disposti intorno ad un cortile rettangolare.

UNA CURIOSITA’

In seguito a distruzioni subite dalla popolazione vastese nel corso dei tumulti del XV secolo, il castello venne fortemente rimaneggiato e rinforzato da grandi bastioni angolari a mandorla, particolarmente resistenti agli attacchi.

UNA MERAVIGLIA BAROCCA

La costruzione del complesso monastico fu autorizzata da Papa Paolo III con bolla del 26 novembre 1535. I frati osservanti abitarono al convento di Santa Maria della Pietà fino al 1599, anno in cui lo abbandonarono per cause non chiare. Il catastrofico terremoto il 2 febbraio 1703, lesionò gravemente la chiesa e il convento, tuttavia con l’aiuto dei fedeli del paese sia il convento che la chiesa furono ricostruite e riaperte. Avvicinandosi al convento è impossibile non notare la facciata intonacata di colore candido e di forme sinuose tipiche dello stile barocco.

UNA CURIOSITA’

Geometricamente la facciata può essere inscritta in un quadrato, segno di uno studio progettuale approfondito: al primo livello presenta cinque archi a tutto sesto , nel secondo piano ci sono aperture di forma rettangolare e ovale, la parte superiore della facciata è occupata da un timpano di forma semiellittica.

UNA TORRE SOLITARIA

La torre della Fara (XII sec.) è un esempio di torre isolata di avvistamento e di presidio. E’ ubicata strategicamente lungo il corso del fiume Trigno e adiacente al percorso tratturale Ateleta-Biferno, ed era in collegamento visivo con gli altri centri della valle, oltre che con il vicino Santuario di Santa Maria di Canneto. La struttura cilindrica, alta 15 metri, con diametro alla base di circa 6 metri e rastremata verso l’alto, è realizzata in pietra irregolare e presenta aperture e strette feritoie.

UNA CURIOSITA’

Ciò che colpisce di questa torre storica è il fatto che spunti nel bel mezzo di un campo, totalmente isolata, data la sua natura di avvistamento.

LA CHIESA A FORMA DI BATTISTERO

La chiesa di S.Maria del Tricalle è uno degli esempi più interessanti in Abruzzo di tempio a pianta centrale, una forma atipica più usata per battisteri e mausolei.Edificata nel 1317 la chiesa fu riedificata e trasformata nel XV secolo, e poi ancora nel 1879. Divenne chiesa cimiteriale per i condannati a morte alla fine del XVIII secolo. L’edificio di culto, a pianta ottagonale in laterizio, conserva della costruzione trecentesca resti del porticato ed il semplice portale a sesto acuto in cotto.

UNA CURIOSITA’

L’edificio sorge probabilmente sui resti di un tempio pagano dedicato al culto di Diana “Trivia” , nome attribuito alla divinità dalla triplice natura rappresentata in cielo come Luna, in terra come Diana e agli inferi come Proserpina, secondo tradizione romana.

LA MADONNA CON LA CATENAil secentesco Santuario mariano, sorge sul poggio di Madonna delle Piane in “posizione aperta e luminosa”, perchè edificata nei pressi dell’incrocio tra la Tiburtina, che collega Roma al mare Adriatico e la statale 81 Picena-Aprutina, che congiunge il sud elle Marche e l’interno della provincia di Chieti.“
Nel paesaggio di Chieti e della Vallata della Pescara, il tempio si apre allo sguardo del visitatore come un’oasi di serenità spirituale.

UNA CURIOSITA’La chiesa è detta anche della Madonna con la catena.
Al suo interno si può osservare una tavola appunto che rappresenta una Madonna in piedi con una grossa catena di ferro tra le mani, arrivata a noi per mare e fermatasi miracolosamente là dove è stato poi edificato il tempio, come racconta lo storico Girolamo Nicolino.
Si narra che per intercessione della Vergine, un prigioniero sinceramente pentito, fu liberato improvvisamente dalle catene.

IL BAROCCO ABRUZZESE

Costruita fra il XVII ed il XVIII sec., ha una pianta a forma basilicale, volta a botte, prospetto sobrio in mattoni d’epoca e linee architettoniche riferite all’Architettura tipica barocca Abruzzese. Interni dalle linee sfarzose e ricchi di motivi decorativi della tradizione artistica minore abruzzese.

UNA CURIOSITA’

Insieme alla chiesa del Carmine con il relativo palazzo vescovile di Vasto, commissionata dal don Diego d’Avalos, anche la chiesa di San Giuseppe rappresenta un gioiello di arte barocca abruzzese.

IL SECONDO FARO PIU’ ALTO D’ITALIA

Costruito nel 1906, il faro di Punta Penna è ancora pienamente operativo oggi, nonostante abbia dovuto subire diversi periodi di ricostruzione durante la sua vita, specialmente negli anni successivi alle due guerre mondiali.Situato nel porto di Vasto, è possibile da visitatore salire la scala a chiocciola di 307 gradini, e ammirare il panorama.Ciò che distingue Punta Penna dagli altri fari è la casa sottostante, ad uso abitativo del guardiano e della sua famiglia.

UNA CURIOSITA’

Con i suoi 70 metri è per altezza il secondo faro dopo la Lanterna di Genova (76 metri)Il magazine di settore “Maritime Herald” lo inserisce tra i 16 fari più belli del mondo.

UNA FORTIFICAZIONE CHE VOLGE A MEZZOGIORNO

 

Le mura con le relative torri, riferibiil al periodo XI e XV secolo, vennero erette a difesa del quartiere Civitanova sul colle che era detto “Selva” e costruite nella parte in cui la Città poteva essere invasa in quanto posta in pianura.IL sistema difensivo era dotato di lunghi camminamenti, con collegamento sotterraneo ad altra parte della città, dove è situata la Torre Aragonese del quartiere Borgo.

UNA CURIOSITA’

Le torri sono dette “montanare” perchè rivolte a mezzogiorno a guardare la catena montuosa dell’Appennino con le montagne della Maiella e del Gran Sasso.

LA FACCIATA NEOCLASSICA

La chiesa dell’Addolorata con la sua facciata neoclassica si affaccia su piazza Rossetti ed è stata progettata nella metà del XIX secolo dall’architetto Silvestro Benedetti.
Sopra il portale c’è lo stemma in pietra dei D’Avalos, posto dal marchese del Vasto don Cesare Michelangelo che nel ‘700 la ricostruì interamente.

 

UNA CURIOSITA’

Più nota come chiesa della Madonna dell’Addolorata, la chiesa in realtà è intitolata a S. Francesco da Paola, infatti la facciata presenta un finestrone a vetri policromi con la raffigurazione del Santo.

IL CULTO DI DEI PAGANI

Il Tempio Maggiore (II secolo a.C.) e il Tempio Minore (inizi I secolo a.C), affiancati e paralleli, costituiscono le strutture visibili del sito Romano. Recenti esplorazioni hanno riportato alla luce un altare, una necropoli utilizzata dal X secolo a.C. alla piena età romana, e un altro edificio sacro, abbandonato poco dopo la Guerra Sociale (91-89 a.C).

UNA CURIOSITA’

Per salutare la divinità del tempio il fedele accostava il pollice e l’indice della mano destra, chiusi ad anello, e li baciava: poi alzava il braccio verso la statua della divinità come per offrirle il bacio che vi aveva impresso.

LA PORTA PRINCIPALE DELLA CITTA’

Porta Nuova, esisteva già nel 1544, ma nel 1790, il mastrogiurato barone Tambelli ne condusse il restauro e costruì quello che ancora oggi si vede, dalla struttura imponente, con lo stemma della Città e sormontata da una loggetta.

UNA CURIOSITA’

La porta, che oggi denomina un quartiere di Vasto, in passato era la porta d’accesso principale alla città.
L’arco che la delimita è largo a tal punto che permette anche il passaggio delle auto.

IL CULTO DI DEI PAGANI

Il Castello Aragona è una villa del primo 900 nella parte alta della città, in una posizione invidiabile da cui si può godere uno splendido panorama sul golfo vastese.L’incantevole castello gode di una vista senza eguali nel magnifico paesaggio della costa adriatica abruzzese.

UNA CURIOSITA’

Il castello Aragonese ospita un prestigioso ristorante.

LA LEGGENDA DEI GIGANTI PASTORI

Sul territorio che circonda il Monte Pallano, una vetta che raggiunge un’altezza di 1200 m s.l.m sorge un’importante testimonianza della presenza italico-sannita dei secoli IV-V a.C., che ha lasciato tracce indelebili dal punto di vista storico: le Mura Megalitiche di un’area che va identificata con l’antica città di Pallanum.Il circuito originariamente si estendeva per 4 km mentre attualmente possiamo scorgerne 160 mt circa di lunghezza con una altezza di 5 metri ed una larghezza di 4-4,50 metri e formato da pietre irregolari incastonate con una tecnica sorprendente se si pensa all’epoca della realizzazione.

UNA CURIOSITA’

Una leggenda vuole che queste mura siano state erette da giganti pastori che riuscivano a portare fino in Puglia i loro animali al pascolo per poi tornare sul Monte Pallano ogni sera. Così facendo accumularono talmente tante ricchezze da doverle nascondere in una grotta che veniva sorvegliata dal diavolo in persona.

IL BAROCCO NELLE CHIESE ABRUZZESI
La chiesa intitolata a Maria Santissima del Carmine fu costruita ex-novo, a sostituzione della più antica dedicata a S. Nicola degli Schiavoni, nel corso del XVII secolo e rappresenta uno degli esempi più significativi di Barocco abruzzese.
La pianta è a croce greca e la copertura degli ambienti è a volte con al centro una cupola senza tamburo, ornata da un motivo a cassettoni.
La facciata ha carattere monumentale, con un grandioso portale tardo rinascimentale.
All’interno sono conservati numerosi grandi dipinti di pregio del Cinquecento e del Seicento.

UNA CURIOSITA’

La progettazione è dell’architetto napoletano Mario Gioffredo, il quale ebbe la prestigiosa collaborazione di Luigi Vanvitelli architetto della celeberrima Reggia di Caserta.

LA CHIESA CHE CONSERVA LA SACRA SPINA

 

Eretta alla fine del sec. XI, fu gravemente danneggiata dai turchi nel 1566, devastata da un incendio nel 1645 e ampliata nel 1785. Addossata alla fronte si trova una magnifica torre campanaria del sec. XIV, edificata su di un bastione già esistente, tuttora ben visibile e volgarmente denominato la Battaglia, forse perché posto a difesa dell’antico nucleo medioevale. A circa un terzo dell’altezza della torre si trovano cinque pregevoli finestre romaniche, ciascuna di differente fattura. L’edificio manca di una vera facciata che riesca ad attrarre l’attenzione, mentre l’ interno, in stile neoclassico a tre navate, è ampio e luminoso.

UNA CURIOSITA’

Nella chiesa è custodita la reliquia della Sacra Spina, donata nel ‘500 al marchese D’Avalos, delegato del re di Spagna al Concilio di Trento. La tradizione vuole che provenga dalla corona di Gesù e che la Spina, nell’intervallo tra l’ora sesta e l’ora nona del venerdì santo, si copra all’apice di lanugine bianca.

LA FACCIATA DAL CELEBRE ROSONE

Il duomo di Vasto, edificato nel XIII secolo e intitolato a San Giuseppe, è la concattedrale dell’arcidiocesi di Chieti-Vasto.
Dell’antica chiesa medievale intitolata a Santa Margherita resta solo la facciata con il portale ed il rosone trecenteschi.
Nel XVII secolo venne intitolata a Sant’Agostino e nel 1808 a San Giuseppe.

 

UNA CURIOSITA’

Al di sopra del portale si apre un magnifico rosone, la cui cornice è finemente lavorata.
La raggiera, aggiunta nel 1928, fu ripresa dalla facciata della chiesa aquilana di Colle Maggio.

GLI ANTICHI FENICI INSEGNANO

 

I trabocchi sono il tratto distintivo delle nostre coste, da Fossacesia(CH) in giù, e si vanno a collocare, con la loro particolarissima foggia, in un paesaggio già di per sé mozzafiato: l’Adriatico più selvaggio.

UNA CURIOSITA’

Il trabocco sarebbe un’invenzione importata dai Fenici, che furono i primi a ideare una tecnica che consentisse di pescare senza doversi inoltrare in mare aperto, indipendentemente dalle condizioni favorevoli o avverse del mare, e sfruttando la morfologia delle coste cui si appoggia.

UNA TORRE CON PESCHIERA

 

Questa torre anticamente era nota come “Torre mozza”, perché era stata privata di alcune altezze.Edificata nel 1400 era collegata con altre torri mediante una cinta muraria a difesa della cittadina.

UNA CURIOSITA’

Il Torrione, che successivamente venne sopraelevato, era un baluardo difensivo importante della cinta muraria. All’esterno esisteva una grande “Peschiera” dove scorreva l’acqua dell’acquedotto delle “Luci”.

OMAGGIO ALLA BELLEZZA FEMMINILE

 

La Bagnante di Vasto è una statua bronzea realizzata nel 1979, dallo scultore ortonese Aldo D’Adamo; pesa mezza tonnellata ed è alta tre metri e sessanta.Essa è senza dubbio un monumento dedicato alla bellezza femminile, e cioè a tutte le donne che popolano e colorano le nostre spiagge. Essa si erge imponente ed elegante su uno scoglio di Scaramuzza, e di certo non ha nulla da invidiare alla più celebre e osannata “Sirenetta di Copenaghen”.E così come la Sirenetta è il simbolo della capitale danese, la Bagnante è il simbolo della città di Vasto.

UNA CURIOSITA’

L’artista ha modellato il suo personaggio in un atteggiamento naturale, ma se vogliamo, anche ambiguo, in quanto non è ben chiaro se si sta allacciando o slacciando il ridottissimo bikini, così in voga negli anni ’70, per godere, in maniera integrale, il sole e la spiaggia di Vasto Marina.

UN PARADISO INCONTAMINATO

 

 

La riserva di Punta Aderci si trova a circa 10 Km a nord di Vasto.Si tratta di un’area ancora incontaminata e selvaggia, di un esempio di flora e fauna e di macchia mediterranea.Si estende per 5 km dalla spiaggia di Punta Penna a sud fino alla foce del fiume Sinello a nord che segna il confine con il comune di Casalbordino e e offre uno dei tratti di costa più belli dell’Abruzzo e d’Italia.

UNA CURIOSITA’

Istituita Riserva nel 1998 la costa è un misto di sabbia, falesie, dune e roccia combinate con acque blu e fondali marini limpidi e trasparenti dove non è raro incontrare delfini e tartarughe marine.

UNA VERA E PROPRIA TORRE DI CONTROLLO

Questa torre cintata è stata eretta nel 1100 dalla famiglia Berardi, detentrice del titolo di Conti dei Marsi e poi Conti di Celano.I Berardi ereggono nel corso dell’XI – XII secolo la maggior parte dei castelli e torri presenti nella Marsica, e ciò per avere un controllo diretto sia all’interno del territorio che all’esterno.Successivamente nel 1500 al recinto murario è stata aggiunta la torre, con finestrelle stecche, rivolte verso il paese, di modo da controllare meglio rivolte popolari ad Ortona.

UNA CURIOSITA’

Il castello di Ortona è costruito in posizione dominante su un colle per il controllo del passaggio tra la Valle del Sagittario e il Fucino, e come riferimento per il controllo della Valle del Giovenco, parte integrante del dominio della Contea dei Marsi.

GLI ANTICHI FENICI INSEGNANO

 

I trabocchi sono il tratto distintivo delle nostre coste, da Fossacesia(CH) in giù, e si vanno a collocare, con la loro particolarissima foggia, in un paesaggio già di per sé mozzafiato: l’Adriatico più selvaggio.

UNA CURIOSITA’

Il trabocco sarebbe un’invenzione importata dai Fenici, che furono i primi a ideare una tecnica che consentisse di pescare senza doversi inoltrare in mare aperto, indipendentemente dalle condizioni favorevoli o avverse del mare, e sfruttando la morfologia delle coste cui si appoggia.

SUL SENTIERO DI CARLO MAGNO

La posizione di Castel Menardo (XII-XIV secolo), tra la Val Pescara e la Maiella, fa presumere ad un carattere difensivo della fortezza dalle incursioni saracene nei confronti della vicina Abbazia di San Liberatore. Il castello andrebbe considerato come un unico complesso insieme alla torre di Polegra.

UNA CURIOSITA’

Non si dispone di fonti certe che attestino l’origine del castello. L’abbazia va fatta risalire a Carlo Magno, che la costruì a difesa del bordo meridionale del suo Impero, e quindi spesso anche la costruzione del Castello è attribuita a quell’epoca. Più probabilmente, però, esso fu costruito tra il XII ed il XIV secolo

IL FIUME PIÙ BELLO D’ITALIA

Originato da un lungo corso sotterraneo che culmina in tre sorgenti, attraversa i territori di Capestrano e Bussi sul Tirino , a cavallo tra la provincia dell’Aquila e di Pescara. Si distingue per la pulizia e limpidezza delle sue acque, in buona parte navigabili. Il toponimo Tirino deriva dal termine d’origine greca Tritano («triplice sorgente»); la valle del Tirino è infatti anche detta valle Tritana.

UNA CURIOSITA’

Un’escursione in canoa sul Tirino, definito il fiume più bello d’Italia, è il modo migliore per godersi questa meraviglia della natura. L’acqua cristallina, la vegetazione rigogliosa e la ricca fauna, vi accompagneranno su questo fantastico itinerario.

UN CAPOLAVORO BENEDETTINO

La chiesa di Santa Maria di Cartignano (XI sec.) è un edificio religioso sito nei pressi di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara. Monumento nazionale dal 1902, la chiesa oggi è stata trasformata in sito visitabile, ed è nota per la sua forma (manca la copertura centrale) e conservazione.Negli anni successivi al 1000, la chiesetta divenne un vero monastero dedicato a Santa Maria di Cartignano, sotto la guida dell’abbazia di Montecassino.

UNA CURIOSITA’

L’interno prima del restauro possedeva vari affreschi e oggetti di culto, successivamente essi furono trasferiti a L’Aquila, nel Museo nazionale d’Abruzzo. Rimane un unico affresco nell’abside, ritraente il Cristo Benedicente, seduto in trono tra la Madonna e San Giovanni Battista.

VERA ICONA SACRA

Il Volto Santo è una raffigurazione del volto di Gesù Cristo conservata a Manoppello, nella basilica del Volto Santo.Si tratta di un Velo tenue che ritrae l’immagine di un volto, un viso maschile con i capelli lunghi e la barba.Questa reliquia di origine ignota giunse a Manoppello nel 1506, portata da uno sconosciuto pellegrino che lo consegnò al dottor Giacomo Antonio Leonelli.Il Velo venne poi venduto a Donato Antonio de Fabritiis il quale lo consegnò nelle mani del frate Remigio Da Rapino che creò una teca e una cornice che ne garantisse protezione e valorizzazione. Nel 1638 la reliquia fu collocata nella chiesa che allora divenne Santuario.

UNA CURIOSITA’

Secondo la tradizione popolare il Velo chiamato anche La Veronica sarebbe quello offerto a Gesù, per asciugarsi il sudore e detergere il suo sangue lungo la via del Calvario, dalla pia donna di nome Veronica, ma deriverebbe più verosimilmente dall’accostamento dell’aggettivo latino “vera” al sostantivo greco “icona”, per indicare la “vera immagine” di Gesù.

UNA TORRE LONGOBARDA NASCOSTA NEL BOSCO

La torre Polegra è posta su un’altura alle spalle della chiesa di San Liberatore a Maiella, in una suggestiva cornice ambientale e paesaggistica.Citata nei documenti quale possedimento del monastero almeno dal XII secolo, fu abitato fino alla fine del XV; in seguito fu abbandonato a causa di una pestilenza che decimò la popolazione. Oggi rimane solo metà di una delle torri circolari. Eloquenti sono i documenti riferiti al sito archeologico: esso è legato profondamente all’abbazia di San Liberatore.

UNA CURIOSITA’

La torre si raggiunge con un sentiero attraverso un suggestivo percorso che dal fiume Alento risale nel bosco per circa un chilometro.

NON SOLO SCOOTER

La Vespa non ha bisogno di presentazioni: è il leggendario scooter della Piaggio, brevettato il 23 aprile del 1946, su progetto dell’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio, abruzzese nato a Popoli.Si tratta di uno dei prodotti di disegno industriale più famosi al mondo nonché più volte utilizzato come simbolo del design italiano. La Vespa è stata esposta nei musei di design, arte moderna, scienza & tecnica e trasporti di tutto il mondo. Fa parte della collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano e del MoMA di New York. Essa nacque da un’idea di Enrico Piaggio il quale era intenzionato a realizzare qualcosa di realmente innovativo e lontano dal concetto di motocicletta; scelse così di affidarne la progettazione all’Ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio, progettista tra l’altro di alcuni modelli sperimentali di elicotteri.D’Ascanio detestava dover scavalcare una moto per poterla guidare, così sfruttò il suo genio ideativo e la sua competenza di progettista aeronautico per inventare la prima moto a scocca portante modellando la posizione di guida attorno al disegno di un uomo comodamente seduto su una poltrona, affinché la guida prolungata risultasse la meno affaticante possibile.

UNA CURIOSITA’

La Vespa non è solo uno scooter rivoluzionario, ma un modus vivendi. Nel ’69 la Piaggio dà il via ad una delle campagne pubblicitarie italiane più famose di sempre con lo slogan “Chi Vespa mangia le mele“ presente anche nel testo della canzone Bollicine di Vasco Rossi; il termine “Vespare” viene adottato dai ragazzi per definire il giro in Vespa come massima espressione di libertà e divertimento; il brano d’esordio dei Lunapop Vespa 50 recita “Ma quanto è bello andare in giro con le ali sotto ai piedi se hai una Vespa Special che ti toglie i problemi…”. Infine come dimenticare il film Vacanze romane del 1953 diretto da William Wyler, interpretato da Gregory Peck e Audrey Hepburn in cui la scena della fuga in Vespa si consacra tra le più celebri della storia del cinema.

UN SOLENNE GIURAMENTO PER UN’IMPRESA STRAORDINARIA

Il volo su Vienna del 9 agosto 1918, ribattezzato il “Folle Volo”, fu una trasvolata ideata dal più celebre, ammirato, controverso e influente poeta italiano dell’epoca, nazionalista e in seguito sostenitore del fascismo, il pescarese Gabriele D’Annunzio. L’impresa non doveva avere carattere offensivo ma “strettamente politico e dimostrativo”.Sei biplani monoposto Ansaldo SVA e un biposto dello stesso tipo (sul quale volava D’Annunzio poiché non possedeva il brevetto di pilotaggio), con a bordo otto aviatori italiani, entrarono nello spazio aereo di Vienna, la capitale dell’impero austro-ungarico. Ancora non si sapeva, ma stava per finire il più esteso e tragico conflitto della storia dell’umanità, che vedeva su due fronti opposti Italia e Impero asburgico. I viennesi che scesero per strada, preoccupati dal rumore degli aerei, videro con sorpresa cadere dal cielo migliaia di volantini che invitavano gli austriaci a smettere di combattere per l’Impero e celebravano i colori del tricolore.

UNA CURIOSITA’

«Se non arriverò su Vienna, io non tornerò indietro. Se non arriverete su Vienna, voi non tornerete indietro. Questo è il mio comando. Questo è il vostro giuramento. I motori sono in moto. Bisogna andare. Ma io vi assicuro che arriveremo. Anche attraverso l’inferno. Alalà!». Questo il solenne giuramento con cui D’Annunzio legò i fedeli piloti Natale Palli, Antonio Locatelli, Gino Allegri, Aldo Finzi, Piero Massoni, Giuseppe Sarti, Ludovico Censi e Giordano Bruno Granzarolo.

IL PUNTO DI RIFERIMENTO DEL PAESE

Realizzata negli anni settanta per intercessione del parroco Don Remigio Massignani, la Chiesa si erge in piazza Giovanni XXIII al centro del paese, ed ha una pianta di forma ellittica. La struttura portante della parte centrale realizzata con la tecnica moderna del cemento armato è costituita da poderosi pilastri che hanno alla base le dimensioni di metri 1 x 0,30 e che, alla quota di metri 8,15 dal piano di campagna, si diramano in due tronchi, uno in prosecuzione verticale quasi a raffigurare una guglia post moderna e l’altro convergente verso l’interno a formare telaio con il pilastro opposto. I muri perimetrali sono in cemento e mattoni a vista come rivestimento.

UNA CURIOSITA’

La luce naturale entra nella chiesa attraverso ampi finestroni situati nella parte più alta della costruzione i cui vetri raffigurano scene del Vangelo in un suggestivo contrasto tra i colori più accesi delle vetrate e il grigio del cemento.All’interno della chiesa, alle spalle dell’altare si trova un bellissimo crocefisso la cui bellezza cattura totalmente l’attenzione dei fedeli.

DESCRIZIONE

UNA CURIOSITA’

NEL CUORE DEL BORGO

Piazza Tirino è lo spazio antistante al castello di Bussi sul Tirino (XII-XVI sec. Angiò) struttura militare, successivamente adibita a palazzo e monumento principale del paese, assieme alla chiesa di Santa Maria di Cartignano.

UNA CURIOSITA’

La piazza è dominata dalla monumentale Fontana dove l’acqua sgorga da sei mascheroni bronzei.

UN PICCOLO CAPOLAVORO BAROCCO

Costruita nel Trecento, ha pero’ un aspetto barocco, come testimoniato dal portale coronato ricurvo. In occasione dei festeggiamenti del santo (prima del terremoto dell’Aquila del 2009) era usanza seguire la Santa Messa nella chiesa e ricevere l’olio benedetto per l’unzione della gola. A San Biagio è infatti riconosciuto il patronato contro tutte le malattie della gola. Questa usanza è fortemente sentita da tutti i fedeli e viene celebrata, dal 2009 anno del terremoto che rese inagibile la “chiesa vecchia”, nella chiesa di Santa Maria dell’ Assunta, di più recente costruzione.

UNA CURIOSITA’

Tutti a Bussi sul Tirino conoscono la storia di San Biagio, festeggiato il 3 febbraio, il quale secondo la storia salvò un bambino dal soffocamento a causa di una spina conficcata in gola.La devozione verso il Santo patrono è assoluta e si onora con il classico ciambellone guarnito e con le ciambelle benedette di San Biagio.

TORRE DI AVVISTAMENTO SULLA VALLATA

La torre d’avvistamento di Sutrium, di origine altomedievale, è ubicata in località San Rocco, a sud-ovest dell’abitato di Bussi sul Tirino. La sua pianta triangolare è inusuale in Abruzzo e trova un unico esemplare simile ad essa nel teramano, a Cermignano, nella torre di Montegualtieri. Presenta il corpo snello ed era sicuramente poco elevata. La sua funzione principale era di controllo ed avvistamento di buona parte della vallata sottostante. Il collegamento visivo era garantito con il borgo di Bussi.Attualmente non rimane nulla dell’originaria suddivisione interna: sul prospetto a sud-est si apre un varco che doveva essere l’accesso principale. I materiali impiegati per la realizzazione sono conci e pietrame. La torre è degradata per il suo parziale crollo.

UNA CURIOSITA’

Questo sito altomedievale sorge su un precedente insediamento romano.

VIAGGIO ARCHEOLOGICO DALLA PROTOSTORIA AL MEDIOEVO

Ad Abbateggio (PE) si trova un sito di grande importanza storica. La particolare attrattività del sito sta nell’ospitare la più grande capanna in pietra a secco costruita in Abruzzo:sì tratta di un capolavoro di architettura spontanea, alta otto metri, dalla struttura a gradoni elicoidali, con doppio ingresso e articolata all’interno su due piani.Inserita in un aggregato di casolari rurali, capanne di pietra, alberi e terreni coltivati, evidenzia l’affascinante e secolare rapporto tra uomo e ambiente, tratto distintivo della nostra regione.

UNA CURIOSITA’

I tholos ospitavano d’estate un gruppo familiare che basava la sua economia domestica sull’allevamento, sulla coltivazione dei campi e degli alberi da frutto, sulla raccolta del foraggio.

UN CASTELLO RECINTO

Il castello Cantelmo si trova alle pendici del monte Morrone al di sopra del centro storico di Popoli, in provincia di Pescara. Il Castello fu costruito tra il 1000 ed il 1015 dal vescovo di Valva Tidolfo, ma venne profondamente trasformato alla fine del XV secolo dai Cantelmo, divenuti feudatari nel 1269 e che lo ressero fino al XVII secolo.Il castello fu la residenza dei Cantelmo fino al 1480, quando si trasferirono nel Palazzo Ducale di Popoli. Esso domina la strada statale Tiburtina al di sopra di Popoli. La pianta delle mura è triangolare ed al vertice più alto del triangolo si trova l’originale torre d’avvistamento pentagonale, mentre più in basso si trovano una torre a pianta quadrata ed un torrione cilindrico costruiti successivamente. Il torrione cilindrico, in particolare è rinascimentale, fatto costruire dal conte Restaino IV Cantelmo.

UNA CURIOSITA’

La fortificazione imponente, di grande impatto agli occhi dell’osservatore, fanno del Castello di popoli un “castello-recinto” simile ad altri della vicina provincia dell’Aquila, come San Pio delle Camere, Barisciano o Fossa.

UNA TORRE CIRCONDATA DA VIGNETI

La Torre De Sterlich di Spoltore sorge su una collina circondata da vigneti, che comunica a valle con il Castello di Spoltore e il Convento sovrastanti. La sua costruzione risale al XVI secolo come quella della Torre Cerrano, in funzione anti-saracena. Dal XVII secolo appartiene alla famiglia De Sterlich, da cui prende il nome.

UNA CURIOSITA’

La torre è posta al centro di una proprietà privata recintata, quindi può essere ammirata solo dalla strada ed è spesso crocevia di voli di corvi.

ATMOSFERA FIABESCA

Il Parco Sorgenti del Lavino è un’area naturale protetta dell’Abruzzo istituita nel 1987.La riserva è caratterizzata da una ricca flora tra cui troviamo numerose piante a fusto come Salice Bianco, Pioppo Nero e Bianco, Biancospino, Giunco e Acero, mentre tra i fiori spiccano il Ciclamino, la Ginestra e la Pervinca.Per quanto riguarda la fauna a caratterizzare la zona sono senz’altro le specie acquatiche come Gallinella d’acqua, l’Usignolo di fiume ed il Martin pescatore.E’ inoltre possibile visitare il Mulino Farnese, unica costruzione sopravvissuta e funzionante fino a pochi anni fa, dedicato alla frantumazione dei cereali.

UNA CURIOSITA’

I caratteristici colori e le sfumature di turchese, verde e azzurro sono conferite a queste acque dai solfati disciolti nell’acqua, così l’intera area acquisisce un’atmosfera surreale e fiabesca.

ARTE E ARCHITETTURA URBANA SECONDO IL MAESTRO

L’opera, che si presenta come una “piazza giardino” con 16 pilastri colorati in istallazione permanente, sorge tra via Antonio Lo Feudo e Via Falcone Borsellino, nel complesso residenziale OperA a Pescara.“Il Giardino Incantato”, nasce su committenza di Caldora Immobiliare costruzioni per il nuovo palazzo OperA, al fine di valorizzare e progettare l’area di pertinenza dell’edificio, posta a copertura del parcheggio sotterraneo della struttura e ha come idea quella di creare uno spazio verde pubblico-privato di cui le persone possano fruire e dove gli elementi naturali, architettonici e artistici siano perfettamente integrati.

UNA CURIOSITA’

Il Maestro Summa era convinto che il compito dell’arte sia quello di migliorare l’ambiente, rendendolo più stimolante e che Pescara, città moderna, vivace, a volte incoerente si presti perfettamente a questo scopo.

LA FORZA DEL COLORE

Nei primi anni ’90 un grande arco colorato era stato allestito in piazza Primo Maggio, come ingresso monumentale alla splendida spiaggia di Pescara, in pieno centro.La caratteristica fondamentale della Porta del Mare consiste sostanzialmente nel disporre, entro il contesto urbano, una forma di forte valenza ambientale: un grande elemento colorato che ridefinisce il luogo deve è posto e che riesce a trasformare l’atmosfera della città.La forza dell’opera è data da una parte dalla semplicità della sua forma quasi elementare (un insieme di parallelepipedi assemblati), e dall’altra dal colore che è netto, vibrante, inconfondibile.

UNA CURIOSITA’

L’opera restò installata solo per quaranta giorni e poi rimossa (1993).

UN AEROPLANO ATTERRATO SULLA SPIAGGIA

La colonia balneare di Stella Maris a Montesilvano (PE) è stata realizzata dall’architetto Francesco Leoni e fu realizzata nel 1939 come struttura di accoglienza per bambini del Littorio e poi trasformata in quartier generale tedesco.Fu concepita come colonia estiva in modo che i bambini accolti potessero ricevere un’educazione militare e rappresenta una delle forme più alte di sperimentazione architettonica ed educativa degli anni trenta, dove a trionfare sono igiene, ordine e disciplina.

UNA CURIOSITA’

L’edificio, a pochi metri dalla spiaggia, ha la forma spettacolare di un aeroplano: nelle ali c’erano i dormitori, nella carlinga gli spogliatoi, nella parte centrale (il motore) il refettorio e nelle parti posteriori i servizi.

“IL SOGNATORE È UN UOMO CON I PIEDI FORTEMENTE ANCORATI ALLE NUVOLE”

Il ponte Ennio Flaiano è una tra le opere più recenti (2017) e attraversa le due sponde del fiume Aterno-Pescara collegando le due parti della città.L’opera realizzata da Enzo Siviero, e inaugurata nel 2017, ha ricevuto consenso popolare per il contributo architettonico allo skyline della città, che ne acquista in spettacolarità.Il ponte è stato intitolato a Ennio Flaiano, scrittore, sceneggiatore, giornalista e geniale creatore di aforismi, nonché critico cinematografico, nato Pescara.Le dimensioni del ponte sono imponenti, tali da dominare l’ingresso alla città: esso infatti è largo 28 metri, lungo 85 metri, e alto 58 metri.

UNA CURIOSITA’

Sul pennone del ponte, all’altezza di 58 metri, una frase dello scrittore recita “Con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole”, incisa su una pietra della Majella, e scolpita dallo scultore di Lettomanoppello Massimo Aceto.

UNA PASSEGGIATA SOSPESA TRA CIELO E MARE

Il Ponte del Mare è un ponte strallato ciclo-pedonale situato nella città di Pescara che con i suoi 466 metri di lunghezza tra le spalle ed i 172 metri di luce dell’impalcato sospeso, è il più grande ponte ciclo-pedonale italiano ed uno dei maggiori d’Europa. Il ponte è stato inaugurato ed aperto al pubblico il giorno 8 dicembre 2009 e collega la riviera sud con quella nord del fiume Pescara.Progettato dall’arch. Walter Pichler e poi sviluppato dall’ing. Mario de Miranda, il ponte del Mare si presenta come una grande rampa curvilinea è sospesa che si divide in due rampe e sorretta da un pilone inclinato.Il Ponte del Mare è di diritto un’opera che rappresenta, dal punto di vista architettonico, il futuro.Elemento imprescindibile del territorio urbano moderno, offre nuovi scorci della città.

UNA CURIOSITA’

Le parole più significative per rappresentare il Ponte del Mare sono quelle dei turisti:“ Una passeggiata sospesa tra cielo e mare!”.

UNA PROVOCAZIONE POSTMODERNA CON RIMANDO STORICO

L’approdo alla nave è una fontana monumentale situata a Pescara in Largo Mediterraneo in pieno lungomare.Costruita nel 1987 dallo scultore Pietro Cascella, l’opera rappresenta simbolicamente una galea, antica imbarcazione a remi, concepita come rievocazione della storia marinaresca della città.Un modello in miniatura dell’opera, attualmente conservato presso il Palazzo di Città di Pescara, fu esposto nel 1986 a Firenze in piazza Santa Croce per volontà dell’allora sindaco toscano Massimo Bogianckino, un discendente della famiglia D’Annunzio da cui deriva la sua vicinanza con Pescara.Dato il suo valore simbolico e la posizione strategica, Fontana la Nave è comunemente considerata l’opera della città in cui si identifica maggiormente la collettività pescarese.

UNA CURIOSITA’

L’opera è una provocazione postmoderna, in linea con l’architettura fascista della città che però rimanda sia alla tradizione marinaresca della città, sia agli eventi del Bagno Borbonico, antico carcere del Regno delle Due Sicilie, i cui detenuti erano sfruttati come rematori sulle navi spagnole fino al 1859.

Secondo piano

DALL’ABRUZZO A HOLLYWOOD

Il castello di Roccacalascio è una costruzione di stile normanno (XII sec.) che si trova a Calascio (AQ) a 1460 metri s.l.m..
La costruzione si fa risalire a Ruggero II D’Altavilla a scopo difensivo, per il controllo delle vallate abruzzesi.
Fece parte della famosa baronia di Carapelle fino al 1806, anno dell’abolizione della feudalità, passando nei secoli al dominio di importanti famiglie come i Colonna, i Caldora, i Medici, i Borboni fino ai Piccolomini.
Inserito dalla National Geographic nella lista dei 15 castelli più belli del mondo, Roccacalascio è una tra le principali mete turistiche d’Abruzzo.

UNA CURIOSITA’
La suggestiva cornice paesaggistica e l’imponenza della costruzione, tali da togliere il fiato, hanno fatto innamorare molti registi che hanno voluto Roccacalascio come location per i loro film ad ambientazione medievale.
Tra i più famosi Lady Hawke(1985) e Il nome della rosa (1986), ispirato all’omonimo romanzo di Umberto Eco.

LA TORRE DA RICOSTRUIRE

La prima notizia certa dell’esistenza dell’insediamento detto Santo Stefano è dell’anno 1239.
Dal XIII secolo Santo Stefano fu compreso nel distretto feudale denominato Baronia di Carapelle.
Il borgo divenne dominio di varie famiglie tra cui quella dei Medici che fecero erigere la famosa torre medicea simbolo del borgo, oggi fortemente danneggiata dal sisma del 2009.
E’un edificio a pianta circolare con diametro interno di 3,89 metri e spessore murario di 1,46 metri. Il suo sviluppo verticale raggiungeva un’ altezza complessiva di 20 metri.

UNA CURIOSITA’
A seguito del sisma del 2009 la torre è quasi completamente distrutta, ma il progetto di ricostruzione assume i caratteri di un’operazione di restituzione e riproduzione di memoria, nella direzione della conservazione e della tutela del suo valore storico e testimoniale.

DA FORTEZZA A MUSEO

Il castello Piccolomini di Celano, protetto da una possente cinta muraria, segnata da camminamenti e bastioni, si affaccia maestoso ed imponente sulla piana del Fucino una volta lago.
Appartenente alla tipologia di residenza fortificata, è costituito da un blocco centrale di forma rettangolare perfettamente simmetrica e da quattro torri angolari merlate in corrispondenza dei punti cardinali.
Nato come fortezza militare alla fine del sec. XIV, per volontà del conte Pietro Berardi, fu successivamente ampliato dalla nipote Covella con il marito Leonello Acclozamora. Venne definitivamente completato e trasformato in palazzo residenziale da Antonio Todeschini Piccolomini, nipote di Papa Pio II, all’indomani dell’investitura a conte nel 1463 da parte di Ferrante D’Aragona sovrano di Napoli . Altre famiglie nobili si alternarono nel corso dei secoli, fino a divenire proprietà demaniale nel 1938.
Nel disastroso terremoto del 13 gennaio 1915 la struttura, per quanto solida, riportò gravi ed ingenti danni.

UNA CURIOSITA’
il Castello è sede dal 1992 del Museo nazionale d’arte sacra della Marsica.

UN CASTELLO RECINTO IN MEZZO ALLA VALLATA

La struttura della costruzione è quella del castello-recinto (XII-XIII sec.) destinato a fornire riparo alla popolazione in caso di pericolo. La presenza all’interno di una cisterna d’acqua potabile, però, fa pensare ad una struttura in grado di fornire ricovero anche per lunghi periodi, al contrario di altri castelli-recinto della zona.
UNA CURIOSITA’
La sua posizione al centro della valle tra il castello di Ocre da un lato ed il castello di San Pio delle Camere e di Barisciano dall’altro lo rendevano un componente strategico nella difesa della città dell’Aquila. Privo di difese naturali, è circondato da un fossato.

UN PANORAMA MOZZAFIATO

Edificata tra il XIII ed il XIV secolo, la torre presenta una forma pentagonale irregolare con il puntone rivolto verso nord ed è alta circa dieci metri.
Faceva parte di un recinto fortificato a pianta triangolare che aveva lo scopo di ospitare, in caso di assedi o guerre, gli abitanti e gli animali del posto e garantirgli protezione anche per lunghi periodi.
Il fortilizio, che si adattava perfettamente alla conformazione rocciosa, richiamava nella struttura e nel metodo di costruzione altri sistemi di difesa dell’aquilano, come quello del castello di Bominaco e di San Pio delle Camere.

UNA CURIOSITA’
L’esperienza del visitatore consisterà nell’arrivare, dopo i primi due piani con piccole feritoie, ad un affaccio mozzafiato con vista su tutti i paesi della valle: Acciano, Molina, Beffi, Goriano, Tione e ovviamente Roccapreturo.

UNA SENTINELLA A DIFESA DEL BORGO

Raro ed eccellente esempio di torre cintata medioevale (1173), la costruzione sorge sul sito più alto dell’abitato, a circa 740 m di altezza in un punto considerato evidentemente strategico per il controllo del territorio: l’imponente costruzione a base quadrata aveva funzione di avvistamento, segnalazione e difesa del borgo sottostante.

UNA CURIOSITA’
Con l’invenzione della polvere da sparo, furono aperte due cannoniere per la volata delle bocche da fuoco lateralmente all’ingresso praticato nel muro di cinta.

UNA PASSEGGIATA NEL VERDE INCONTAMINATO

Il castello medievale di Castel di Sangro (1200 d.C.) si trova nella parte più alta del paese, quella che viene comunemente chiamata “Colle San Giovanni” da dove svetta la torre sannita, e il castello medievale chiamato “del re”.
La torre detta “nova” è di antichissima costruzione ed era usata come torre di avvistamento da prima dell’epoca romana (I sec.a.C), e poi in epoca medievale dagli abitanti del castello.

UNA CURIOSITA’
Il castello, ovvero i suoi ruderi, sono immersi nella natura e passeggiare diventa un’esperienza unica poichè il verde è incontaminato.

UNA VERA E PROPRIA TORRE DI CONTROLLO

Questa torre cintata è stata eretta nel 1100 dalla famiglia Berardi, detentrice del titolo di Conti dei Marsi e poi Conti di Celano.
I Berardi ereggono nel corso dell’XI – XII secolo la maggior parte dei castelli e torri presenti nella Marsica, e ciò per avere un controllo diretto sia all’interno del territorio che all’esterno.
Successivamente nel 1500 al recinto murario è stata aggiunta la torre, con finestrelle stecche, rivolte verso il paese, di modo da controllare meglio rivolte popolari ad Ortona.

UNA CURIOSITA’
Il castello di Ortona è costruito in posizione dominante su un colle per il controllo del passaggio tra la Valle del Sagittario e il Fucino, e come riferimento per il controllo della Valle del Giovenco, parte integrante del dominio della Contea dei Marsi.

UNA TORRE DALLA FORMA SINGOLARE

La torre Muzio Febonio, alta 27,50 metri, a pianta quadrata, con la parte terminale a forma cilindrica, è stata innalzata in tre epoche diverse, come chiaramente attestano le tre tecniche differenti di muratura: epoca romana nella parte bassa (feritoie semplici architravate), anno mille parte media ( bifore e merli), epoca rinascimentale nella parte alta dalla forma cilindrica.

UNA CURIOSITA’
La sua costruzione, nonostante il nome che porta, non fu opera dei Febonio.
È probabile che il nome derivi dal fatto che la suddetta famiglia l’ha posseduta ed utilizzata a suo comodo quale amministratrice a Trasacco dei beni patrimoniali dei Colonna di Roma, almeno a partire dal sec. XVI.

L’EMOZIONE DI UNA PICCOLA ROMA

Alba Fucens è un sito archeologico del IV secolo a.C. di circa 34 ettari e a quasi 1000 mt. S.l.m., alle pendici del monte Velino.
Dichiarato monumento nazionale nel 1902, fu fondata come colonia di diritto latino nel 304 a.C. In una posizione di grande rilevanza strategica poiché vicinissima alla via Tiburtina Valeria.
I coloni romani dovettero scontrarsi con la popolazione indigena degli Equi, i quali mal tolleravano la presenza di una città Latina sul proprio territorio, e tentarono di espugnarla senza successo.
Il nome Alba Fucens deriva da “alba” cioè bianca, ma potrebbe significare anche “Alba” come luogo posto su un’altura e quindi, secondo alcuni studi può intendersi sia “luogo pieno di sassi bianchi vicino al lago Fucino”, sia “altura nei pressi del lago Fucino”.

UNA CURIOSITA’
Passeggiando tra gli scavi, si ha la sensazione di trovarsi in una piccola Roma ma a 1000 mt S.l.m..

UNA SCOPERTA CASUALE

La necropoli di Fossa è un sito archeologico dei Vestini presso Fossa, in provincia dell’Aquila.
La nascita della necropoli di Fossa si fa risalire alla prima popolazione residente nell’area, che è stata quella dei Vestini sul Monte Cerro, dove ci sono resti di una cinta fortificata di un villaggio risalente tra il IX e l’VIII secolo a.C..
Successivamente, lo sviluppo di Aveia in epoca romana ne ha continuato l’utilizzo fino a circa il I secolo a.C..
L’area sottoposta a campagne di scavo è di 3.500 m², con circa 500 tombe di tipi differenti (tumuli, fosse, tombe a camera e sepolture infantili in coppi di laterizi) risalenti a tre differenti periodi principali (età del ferro, età arcaica, età ellenistica…)

UNA CURIOSITA’
La sua scoperta è avvenuta in maniera casuale nel 1992 durante gli scavi per la costruzione di un capannone industriale.

UN OSSERVATORIO STELLARE

La Torre è situata sul punto più alto dell’abitato di Aielli, su un’altura denominata Castello.
Faceva parte di un complesso fortificato del XIII sec. d.C. cinto da mura dotate di torrette rettangolari a scudo. L’eccellente posizione permetteva il contatto visivo con le altre torri del Fucino, garantendo la comunicazione in caso di allarme.

UNA CURIOSITA’
Attualmente è sede dell’osservatorio astronomico “Torre delle Stelle”, con annesso Museo del Cielo e la biblioteca con oltre 500 volumi a carattere scientifico.
Il Museo ospita un planetario in grado di proiettare 3000 stelle su una cupola di sei metri di diametro.

UNO DEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA

Il castello di Pacentro, situato sulla parte più alta del borgo, costituisce una delle strutture fortificate meglio conservate d’Abruzzo. Il suo ruolo è stato costantemente fondamentale nel sistema di controllo e di difesa della Valle Peligna. Le fasi costruttive fondamentali sono, da ricondursi una alla fine del XIV- inizi del XV secolo, periodo in cui furono innalzate le tre torri interne, anche se quella di nord-est, priva delle merlature a sbalzo, è probabilmente precedente a questo periodo, e l’altra, successiva al 1418, fu realizzata durante il completamento della difesa esterna, con la costruzione dei bastioni cilindrici angolari e di alcuni ambienti abitativi.

UNA CURIOSITA’
Situato alla sommità del suggestivo Borgo dall’architettura medievale intatta, tanto da essere inserito nel Club dei Borghi più belli d’Italia, è senz’altro una delle più belle fortificazioni medievali abruzzesi.

UNA CORNICE SUGGESTIVA DI MAESTOSI ARCHI

L’acquedotto, che sorge lungo il margine occidentale di Piazza Garibaldi fu edificato nel 1256, durante il regno di Re Manfredi di Svevia.
Esso è rappresentativo della floridezza economica, demografica e culturale che Sulmona aveva raggiunto grazie all’appoggio di Federico II che le aveva riconosciuto un ruolo di primaria importanza.
L’acquedotto costituì una grande opera infrastrutturale a servizio di una città, all’epoca molto attiva.

UNA CURIOSITA’
Sulmona e il suo territorio già nel periodo romano si erano dotati di un complesso sistema irriguo e di acquedotti come ricorda il poeta latino Ovidio nei suoi versi che descrive la sua città sempre “assai ricca di fresche acque”.

CASTELLO RIFUGIO

Le notizie più antiche sul castello di San Pio delle Camere risalgono al 1173, indicandolo come feudo dei baroni da Poppleto (l’attuale Coppito), divenendo successivamente feudo dei Caracciolo.

UNA CURIOSITA’
La funzione del castello, posto a monte del paese, era quello di fornire rifugio per la popolazione ed il loro bestiame nei momenti di maggior pericolo. Non risulta che il castello, oltre alla sua funzione di difesa, fosse anche residenza.

UN CASTELLO IN MEZZO AL LAGO

La struttura in stile rinascimentale fu voluta nel 1488 da Antonio Todeschini Piccolomini, dopo la distruzione di una precedente fortificazione da parte di Napoleone Orsini.
Danneggiato dal terremoto del 1915 l’edificio è stato restaurato negli anni settanta.

UNA CURIOSITA’
Il castello Piccolomini inizialmente sorgeva sull’isola di Ortucchio presso il lago Fucino. La struttura, infatti, era circondata da un fossato le acque del quale erano collegate con il lago. Con il prosciugamento del lago, questa protezione è venuta meno.

DOMINIO SULLA PIANA DEL FUCINO

La torre Piccolomini di Pescina si trova in provincia dell’Aquila, in una posizione dominante sulla piana del Fucino.
La fortificazione, nota anche col nome di Rocca Vecchia, rappresenta uno sbarramento difensivo della valle del fiume Giovenco che alimentava il lago del Fucino, sulla valle che mette in comunicazione la piana con Sulmona.
Sul sito occupato dal castello vennero realizzate nel tempo diverse strutture difensive a partire dai romani, successivamente distrutte a seguito delle lotte per il controllo della zona.
La torre attuale rappresenta i resti del castello fatto riedificare nel 1231 da Federico II di Svevia, successivamente posseduto da Ugone del Balzo e dal 1571 dalla famiglia Piccolomini.
Dichiarato monumento nazionale nel 1902, il castello venne gravemente danneggiato dal terremoto della Marsica del 1915.

UNA CURIOSITA’
L’importanza sella torre nella storia per il dominio sul Fucino si evince dal ritrovamento di resti di blocchi di pietra grossolanamente tagliati (megaliti) di epoca preistorica.

IL NOME ITALIA NASCE QUI

Intorno al 90 a.C., per contrastare il monopolio della numismatica romana, e per sancire materialmente l’importanza politica che comportava la nascita del nuovo stato con capitale Corfinium, venne coniata la prima moneta recante la scritta ITALIA, intesa come identificazione di un vasto territorio delle varie tribù Italiche ribellatesi a Roma, avevano formato la Lega Italica.
Una faccia della moneta mostra una testa femminile coronata di alloro con la scritta ITALIA: l’altra faccia mostra invece la scena del giuramento che i popoli italici prestarono.

UNA CURIOSITA’
Il termine ITALIA deriverebbe dall’etrusco “italós”, ossia il toro sannitico che in senso figurato incorna la lupa romana.

SULLE ORME DI CARLO MAGNO

Il Castello di Bominaco sorge al di sopra del complesso della chiesa di Santa Maria Assunta e dell’oratorio di San Pellegrino, in una posizione di controllo sull’altopiano di Navelli.
La struttura iniziale risale al XII secolo, ma l’aspetto attuale deriva dalla distruzione del precedente castello da parte di Braccio da Montone nel 1424 e la sua ricostruzione da parte del feudatario di Bominaco Cipriano di Iacobuccio da Forfona, su autorizzazione del papa Martino V.

UNA CURIOSITA’
Sembra incredibile ma il piccolo borgo di Bominaco ospitò l’imperatore Carlo Magno, di passaggio in terra abruzzese (I sec. d.C.).

LA LEGGENDA DEL RAGAZZO PESCE

Uno dei monumenti più rappresentativi dell’Aquila nonché della regione Abruzzo è la Fontana delle 99 Cannelle (1272).
La Fontana costituisce il perimetro di un piazzale quadrangolare ed è sormontata da un muro monumentale. Essa è costituita da novantatré (93) mascheroni di pietra e sei (6) cannelle singole, da cui sgorga acqua: secondo la tradizione le cannelle rappresenterebbero i 93 castelli del circondario che , nel XIII secolo parteciparono alla fondazione della città.

UNA CURIOSITA’
Uno dei mascheroni rappresenta un uomo con la testa di pesce e sarebbe un chiaro riferimento alla leggenda popolare, di tradizione napoletana e siciliana, di Nicola Pesce (Colapesce) , un ragazzo con la passione per le immersioni che, in seguito ad un incantesimo venne trasformato in pesce.

L’ORA ITALICA

La torre (XI sec.) faceva parte del più complesso sistema difensivo del borgo.
Sì presenta con sezione quadrangolare, realizzata con spesse mura, con elegante apparato a sporgere costituito da beccatelli su mensola a triplice aggetto. Una facciata è impreziosita da un antico orologio, considerato tra i più antichi d’Italia.

UNA CURIOSITA’
Il quadrante conteneva 6 numeri romani e una lancetta. La giornata era suddivisa in 4 quarti e, l’ora zero, la ventiquattresima ora coincideva con il tramonto del sole: era la cosiddetta ora italica.

UNA TORRE A PIANTA OTTAGONALE

l castello fu fondato nel X secolo circa dai signori Franchi, che si spartirono la contea dei Marsi. Infatti Alfedena figurava tra questi possedimenti e, in cima al colle del castello, venne eretta una torretta fortificata, che comunicava con quella degli altri villaggi.
Essa fu ricostruita ne XIII secolo a pianta ottagonale.

UNA CURIOSITA’
In stile normanno, la torre di Alfedena costituisce probabilmente l’unico esempio di struttura fortificata a pianta poligonale in Abruzzo, mentre è possibile trovare dei confronti nell’architettura fortificata delle Marche e del Lazio.

OPERA PUBBLICA ANTICHISSIMA

Questo ponte risale all’epoca dell’ Imperatore Claudio (I sec. d.C.), celebre per il gran numero di opere pubbliche realizzate sotto il suo regno, oltre che per la nascita di due vie, la Claudia Valeria e la Claudia Nova, che portano proprio il suo nome.
In questo contesto di ampliamento strutturale dell’Impero, Claudio decise di costruire 43 ponti utili per attraversare il fiume Aterno e quindi rendere più agevole il passaggio di persone e merci da una parte all’altra.

UNA CURIOSITA’
Secondo le fonti storiche, nella distanza di sole 11 miglia, ne furono costruiti dirittura 12 e questo ancora visibile a Campana fu il primo realizzato.

LA GEMELLA DELLA TORRE DI CERRANO

La Torre del Salinello è una delle antiche torri costiere del Regno di Napoli, si trova sulla costa dell’Adriatico, in provincia di Teramo a sud del fiume Salinello e a nord del centro di Giulianova Lido.
Nel XVI secolo crebbe la minaccia costituita dalle incursioni da parte dei Saraceni e infatti la torre di avvistamento sul fiume Salinello fu realizzata attorno al 1568; la tipologia è tipica delle torri costiere del Viceregno, molto simile alla “gemella” Torre di Cerrano.
Si tratta di un massiccio torrione a pianta quadrata in laterizio, alla base il lato esterno è di 10 metri mentre all’interno è di 4 metri. Ha due piani per un’altezza di 10 metri, i soffitti sono a botte.

UNA CURIOSITA’
Nello spessore delle mura è ricavato un pozzo.

LA PORTA DI FARAONE

La Porta di Faraone (1467 circa) è un arco che costituisce l’ingresso meridionale al borgo di Faraone Vecchio (TE) ed ha una architettura semplice e pulita, realizzata in muratura liscia e sormontata da una torre merlata.

UNA CURIOSITA’
In seguito ad un recente restauro è stato posto un bassorilievo raffigurante una Madonna col Bambino e San Giovannino opera di Ghino Sassetti Asculanus del 1944 e una lapide che recita: “Maria Santissima della Misericordia. Il Parroco D. Giovanni Reali e il popolo di Faraone alla loro protettrice, perché liberati dai pericoli della guerra. A.D. 1944”.

FAMIGLIA D’ALTRI TEMPI

Quest’opera ritrae una tipica famiglia rurale abruzzese di fine ‘800, inizi ‘900.
La famiglia tipica rurale era necessariamente numerosa, in quanto la sussistenza economica era legata alla terra la cui lavorazione richiedeva l’apporto di tutti i membri.
Elemento presente in tutti i diversi modelli di relazioni domestiche fu il mantenimento fino a tempi molto recenti della superiorità del potere e dell’autorità dell’uomo: la struttura ed il potere patriarcale fu caratteristica comune a tutte le differenti relazioni familiari e domestiche.

UNA CURIOSITA’
Nelle abitazioni rurali era frequente trovare delle galline razzolare liberamente.

UN RITROVAMENTO CASUALE SULLA VIA SACRA

La necropoli di Campovalano è un sito archeologico situato presso Campovalano nel territorio del comune di Campli, in provincia di Teramo.
Situata su un terrazzo fluviale dell’estensione di circa cinquanta ettari, attraversata da una via lastricata, una vera e propria “Via Sacra”, la necropoli è stata oggetto di scavo a partire dal 1967.
Oggi sono state portate alla luce oltre seicento tombe ad inumazione che abbracciano un arco cronologico che va dalla fine dell’Età del Bronzo alla conquista romana. Recenti ricerche inducono tuttavia a ritenere che la necropoli celi nel sottosuolo almeno ventimila tombe.
I primi ritrovamenti, dovuti essenzialmente a scoperte casuali e sporadiche, sono relativi ad oggetti appartenenti a corredi funerari che riflettono l’organizzazione sociale e politica delle città dei vivi, strutturata in classi a partire dal VII sec. a. C..

UNA CURIOSITA’
Un esempio straordinario dell’ostentazione del lusso nelle sepolture nelle classi abbienti è la tomba contrassegnata col numero 100 che, per dimensioni, è lunga m. 4,70, profonda m. 1,80 e larga m. 2,8, e per corredo funerario, presenta tutti gli elementi simbolici di uno status sociale elevato, probabilmente un alto grado militare.

UNA TORRE A PIANTA TRIANGOLARE

La particolare torre (XIV sec.), posta su un costone di roccia con la funzione di dominare un enorme territorio, era un elemento di primaria importanza nell’apparato di avvistamento della Valle del Vomano.
Percorrendo in discesa la Via del Torrione, si può scorgere la torre a forma di triangolo che si protende verso l’alto e che raggiunge un’altezza di circa 18 metri, fondendosi perfettamente con l’ambiente che la circonda.

UNA CURIOSITA’
La torre di Montegualtieri, dalla sua posizione strategica, offre al visitatore un ampio panorama che spazia dalla costa adriatica alla catena montuosa del Gran Sasso.

UNA TORRE DOTATA DI CUNICOLI SEGRETI

La TORRE ACQUAVIVA (1397), posta sul lato sinistro della facciata della Chiesa Madre, è costruita interamente con mattoni, a base quadrata, larga sei metri e alta 28.
Gli spigoli sono rinforzati da blocchi di pietra squadrata fino a quasi metà altezza e la sommità è coronata da quattro serie di quattro merli di foggia ghibellina.
La sua costruzione, avvenuta dopo quella della cinta muraria, completava tutto il sistema difensivo.

UNA CURIOSITA’
La torre disponeva, un tempo, di cunicoli segreti. Di questi il più conosciuto è quello che la collegava alla casa parrocchiale, accessibile fino a pochi decenni or sono.

LA STORIA ANTICA CHE RIEMERGE

L’anfiteatro e dovrebbe risalire al I secolo d.C. circa e come l’anfiteatro Flavio (Colosseo) la pianta aveva la forma di un’ellisse con un perimetro di 208 metri, l’asse maggiore che misurava 74 metri e l’asse minore 56 metri.
La curva ellittica del muro esterno, oggi si può apprezzare per un quarto della sua originaria dimensione.
Il piano antico è situato a 6 metri di profondità rispetto all’attuale livello stradale.
Fino al 1926 i resti dell’anfiteatro furono confusi con quelli dell’adiacente teatro romano perché su entrambi erano state edificate varie costruzioni.
Nel 1937 furono eseguiti scavi per meglio identificarne i resti che divennero ancor più visibili e chiari nel loro impianto nord-sud con il successivo abbattimento degli edifici addossati lungo la muratura perimetrale del monumento.

UNA CURIOSITA’
Si ipotizza che l’anfiteatro sia stato usato come fortezza perché, nel sottosuolo della struttura, sono stati rinvenuti cunicoli che sembra avessero uno scopo di tipo militare simili a quelli che collegavano le chiese tra di loro.

LA VETTA PIU’ ALTA DELL’ APPENNINO

Il Gran Sasso d’Italia (o semplicemente Gran Sasso) è il massiccio montuoso più alto degli Appennini.
È situato nella dorsale più orientale dell’Appennino abruzzese, al confine fra le province di L’Aquila, Teramo e Pescara.
il massiccio del Gran Sasso misura circa 50 km in lunghezza e 15 km in larghezza con un perimetro di circa 130 km.
Le cime maggiori si trovano nella sottocatena settentrionale: il Corno Grande – che consta di quattro vette principali quella orientale (2903 m), la centrale (2893 m), il torrione cambi (2875 m) e la maggiore, quella occidentale (2912 m) che è anche la vetta più alta di tutti gli Appennini continentali – e il Corno Piccolo (2655 m).

UNA CURIOSITA’
Incastonato dentro una conca e protetto dalle quattro vette che costituiscono il Corno Grande si trova il Ghiacciaio del Calderone, il ghiacciaio più meridionale d’Europa.

Uno degli scorci più belli della nostra Terra è rappresentato dai vigneti, che circondano e adornano le splendide colline abruzzesi.
Il Montepulciano è il vigneto simbolo e da esso nasce un vino, il Montepulciano d’Abruzzo appunto, la cui produzione è consentita nelle province di Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo.
Di colore rosso rubino intenso con lievi sfumature violacee, tendenza al granato con l’invecchiamento, dal profumo di frutti rossi, spezie, e dal sapore pieno, asciutto, armonico e giustamente tannico, il Montepulciano d’Abruzzo è spesso associato al Sangiovese Toscano ma si distingue da quest’ultimo perchè più deciso, strutturato, longevo e carico di profumi e colore.

UNA CURIOSITA’
L’uva Montepulciano è presente in Abruzzo da tempo immemore, tanto che si narra dell’apprezzamento che ne ebbe il condottiero cartaginese Annibale, il quale era solito rinvigorire uomini e cavalli con il vino prodotto nel territorio degli Aprutzi (217 a.C. circa).

IL MESTIERE DELLE ARMI

La Fortezza di Civitella del Tronto (XI-XII sec.), situata a 600 m. s.l.m. è una delle più grandi e importanti opere di ingegneria militare d’Europa medievale nonché una delle più importanti piazzeforti del Regno di Napoli sotto gli Angiò.
Intorno alla metà del XV secolo, il dominio del castello passò dagli Angioini agli Aragonesi e la rocca completamente trasformata a partire dal 1564 da Filippo II d’Asburgo e passando poi ai Borboni nel 1734.

UNA CURIOSITA’
All’interno della Fortezza è visitabile il Museo delle Armi dove sono conservate armi e mappe antiche.
Tra le armi si segnalano alcuni schioppi a miccia del XV secolo, pistole a pietra focaia, un cannone da campagna napoleonico e dei piccoli cannoni detti “falconetti” da marina.

DA TORRE DI DIFESA A MUSEO DEL MARE
La Torre Cerrano è una delle antiche torri costiere del Regno di Napoli, si trova sulla costa dell’Adriatico, in provincia di Teramo, tra Silvi e Pineto.
E’ uno pochi esempi rimasti integri della fitta rete di fortificazioni costiere del Regno di Napoli, che avevano la funzione di respingere i frequenti attacchi di turchi e saraceni provenienti dal mare. Torre Cerrano, la cui costruzione risale al 1568, deve il suo nome all’omonimo torrente, che scende dai colli di Atri.

UNA CURIOSITA’
Oggi la Torre, affidata in comodato al Consorzio di Gestione dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano e all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Abruzzo e Molise, ospita il Centro Internazionale di Formazione Veterinaria oltre alla Biblioteca e al Museo del Mare in allestimento con l’Info-point dell’Area Marina Protetta.

L’Aquila

  • ACQUEDOTTO, SULMONA-AQ
  • ANFITEATRO, AMITERNUM-AQ
  • CASTELLO CALDORA DI PACENTRO-AQ
  • CASTELLO DI CELANO-AQ
  • CASTELLO DI INTRODACQUA-AQ
  • CASTELLO DI ROCCACALASCIO-AQ
  • CASTELLO DI ROCCASCALEGNA
  • CASTELLO DI S. EUSANIO FORCONESE-AQ
  • CASTELLO DI S. PIO DELLE CAMERE-AQ
  • CASTELLO PICCOLOMINI ORTUCCHIO-AQ
  • CASTELLO, CASTEL DI SANGRO-AQ
  • CASTELLO, ORTONA DEI MARSI-AQ
  • CASTELLO, BOMINACO-AQ
  • CORFINIUM, CORFINIO-AQ
  • FONTANA DELLE 99 CANNELLE, L’AQUILA
  • GUERRIERO DI CAPESTRANO-AQ
  • LAGO DI SCANNO, SCANNO-AQ
  • MONETA ITALICA, CORFINIUM-AQ
  • NECROPOLI DI FOSSA-AQ
  • PONTE ROMANO DI CAMPANA –AQ
  • PONTE, BEFFI-AQ
  • REGIONE ABRUZZO-AQ
  • SCAVI, ALBA FUCENS-AQ
  • TORRE DELLE STELLE, AIELLI-AQ
  • TORRE DELL’OROLOGIO, FONTECCHIO-AQ
  • TORRE DI ROCCAPRETURO, ACCIANO-AQ
  • TORRE FEBONIO, TRASACCO-AQ
  • TORRE MEDICEA, SANTO STEFANO DI SESSANIO-AQ
  • TORRE PICCOLOMINI, PESCINA-AQ
  • TORRE, ALFEDENA –AQ

Chieti

  • BAGNANTE, VASTO-CH
  • CASTELLO ARAGONESE, VASTO-CH
  • CASTELLO CALDORESCO, VASTO-CH
  • CASTELLO DI ORTONA-CH
  • CASTELLO DI ROCCASCALEGNA-CH
  • CASTELLO DUCALE DI CRECCHIO,CH
  • CASTELLO, PALMOLI-CH
  • CHIESA DI SAN GIUSEPPE, TORRE VECCHIA TEATINA-CH
  • CHIESA DI SANTA MARIA DEL TRICALLE, CHIETI SCALO-CH
  • CHIESA DI SANTA MARIA DI PENNALUCE, VASTO-CH
  • CHIESA DI SANTA MARIA MAGGIORE, VASTO-CH
  • CHIESA DI SANTA MARIA STELLA MARIS, VASTO-CH
  • CHIESA MADONNA DELLE PIANE, CHIETI-CH
  • MONASTERO, DI RIPA TEATINA-CH
  • MURA MEGALITICHE, MONTE PALLANO-CH
  • PALAZZO SIRENA, FRANCAVILLA-CH
  • PONTILE, FRANCAVILLA-CH
  • PUNTA ADERCI, VASTO-CH
  • TORRE DELLA FARA, CELENZA SUL TRIGNO-CH
  • TORRI MONTANARE, LANCIANO-CH
  • TORRIONE, RIPA TEATINA-CH
  • TRABOCCHI, VASTO-CH
  • TRABOCCO SINGOLO, VASTO-CH

Pescara

  • CASCATA LEJO, CUSANO ABBATEGGIO-PE
  • CASTEL MENARDO, SERRAMONACESCA-PE
  • CASTELLO DI BUSSI, BUSSI-PE
  • CASTELLO DUCALE DI POPOLI-PE
  • CHIESA DI S. BIAGIO BUSSI-PE
  • FAMIGLIA RURALE, PRIMI DEL NOVECENTO, BUSSI-PE
  • FIUME TIRINO, BUSSI-PE
  • GIARDINO INCANTATO DI FRANCO SUMMA-PE
  • NAVE DI CASCELLA, PESCARA
  • PIAZZA TIRINO, BUSSI-PE
  • PONTE DEL MARE, PESCARA
  • PONTE FLAIANO,PESCARA
  • PORTA DEL MARE DI FRANCO SUMMA-PE
  • SANTA MARIA DA CARTIGNANO, BUSSI-PE
  • STELLA MARIS, MONTESILVANO-PE
  • THOLOS, ABBATEGGIO-PE
  • TORRE DE STERLICH, SPOLTORE-PE
  • TORRE DELL’OROLOGIO, TOCCO DA CASAURIA-PE
  • TORRE DI SAN ROCCO, BUSSI-PE
  • TORRE POLEGRA, SERRAMONACESCA-PE
  • VOLTO SANTO, MANOPPELLO-PE

Teramo

  • ANFITEATRO, TERAMO
  • FARAONE VECCHIO, ARCO DI S. EGIDIO-TE
  • FORTEZZA, CIVITELLA DEL TRONTO-TE
  • GRAN SASSO
  • LA BELLA ADDORMENTATA-TE
  • NECROPOLI, CAMPOVALANO-TE
  • SITO ARCHEOLOGICO, SCHIAVI D’ABRUZZO-TE
  • TORRE ACQUAVIVA, MOSCIANO S. ANGELO-TE
  • TORRE DEL CERRANO, SILVI –TE
  • TORRE DEL SALINELLO-GIULIANOVA -TE
  • TORRE DI MONTEGUALTIERI, CERMIGNANO-TE
  • VIGNA MONTEPULCIANO

Altre opere di Vasto

  • ARCO DI PORTANUOVA, VASTO-CH
  • CATTEDRALE DI S. GIUSEPPE, VASTO-CH
  • CHIESA DEL CARMINE, VASTO-CH
  • CHIESA DELL’ADDOLORATA, VASTO-CH
  • CHIESA DI S. ANNA, VASTO-CH
  • CHIESA DI S. MICHELE, VASTO-CH
  • FARO, VASTO-CH
  • TORRIONE, VASTO-CH