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San Bartolomeo in Legio (PE)

Uno dei tanti patrimoni abruzzesi: l’Eremo di San Bartolomeo in Legio, sito nella roccia della Majella nel comune di Roccamorice.
La particolarità, unica nel suo genere, è essere costruito sotto un ampio tetto di roccia. Nell’eremo potete respirare la profonda aria sacra che gli eremiti, in rigorosa solitudine religiosa, hanno respirato da moltissimi anni.
L’Eremo fu realizzato da Pietro da Morrone nel 1200 e, nel corso dei secoli, ha visto crescere il culto dei fedeli che ancora oggi rivive nella tradizionale processione del 25 di agosto.

Santo Spirito a Majella (PE)

Roccamorice ancora protagonista del culto religioso: l’Eremo di Santo Spirito, un monastero della Congregazione dei Celestini che si trova sulla Majella ed è un monumento nazionale italiano.
Sulle origini c’è ancora incertezza: si crede sia anteriore all’XI secolo e fondato per volontà dei Monaci benedettini provenienti dal Monastero di S. Benedetto di Montecassino. La prima fonte storica però risale al 1055 e riporta la presenza del monaco Desiderio, il futuro papa Vittore III, che vi costruì una chiesa.
Per certo c’è che nel 1246 fu la dimora del futuro Papa Celestino V, che ristrutturò l’eremo e vi costruì l’oratorio ed una prima cella per poi far crescere la comunità.

Sant’Onofrio a Serramonacesca (PE)

All’interno del Parco nazionale della Majella, c’è l’Eremo di Sant’Onofrio a pochi chilometri da Serramonesca.
L’altare e le pareti della chiesa erano dipinti in puntinato rosso mattone, con motivi floreali tipici dell’arte popolare.
La particolarità di questo eremo sta nella parte retrostante dell’altare: tramite due piccole porte infatti, si accede al nucleo iniziale dell’eremo e da qui, tramite una bassa apertura, si giunge ad una grotta che man mano si restringe in un cunicolo non completamente esplorato e in cui sono stati rinvenuti resti di sepolture.
In un angolo inoltre è ricavato un giaciglio detto “Culla di Sant’Onofrio”. (www.abruzzoturismo.it)

Sant’Angelo di Palombaro (CH)

Anche la provincia di Chieti non è da meno in quanto a culto religioso in Abruzzo: in località di Sant’Agata d’Ugno si trova infatti l’Eremo di Grotta Sant’Angelo.
La chiesa sarebbe sorta dove un tempo si trovava un tempio dedicato a Bona, dea della fertilità.
Le donne vi si recavano e bagnavano le mammelle con l’acqua della grotta al fine di favorire l’abbondanza di latte, in epoca cristiana questo culto fu sostituito con quello di S. Agata, patrona delle puerpere; in seguito la titolazione a S. Agata fu sostituita con quella a S. Angelo. (www.iluoghidelsilenzio.it)

Sant’Onofrio al Morrone (AQ)

Nel versante aquilano si trovano altri importanti luoghi come l’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone monumento nazionale dal 1902 posto sulle pendici dell’omonimo monte, nei pressi di Sulmona.
Giunto in Abruzzo tra il 1239 ed il 1241, Pietro si stabilì sulle pendici del Monte Morrone, in una grotta, facendovi successivamente edificare una chiesetta dal nome “Santa Maria in Ruta” o “in Gruttis”.
Eletto Papa Celestino V, restò sul soglio pontificio per soli quattro mesi; successivamente tornò all’eremo morronese nel 1295, in fuga dopo aver rinunziato al papato, perché ricercato dal nuovo pontefice Bonifacio VIII.
Una particolarità dell’eremo sta nella terrazza da dove i fedeli usano lanciare sassi nel precipizio sottostante, a simboleggiare la volontà di allontanare le tentazioni.

Santa Croce al Morrone (AQ)

Sito sulla stessa direttrice di Sant’Onofrio c’è l’Eremo Santa Croce al Morrone, edificio eretto probabilmente nella seconda metà del XIII secolo per volere di Pietro Angelerio.
La sua presenza nell’eremo è però oggetto di pareri discordanti perché, secondo molti, da romitorio diventò cenobio.
La chiesa al suo interno nel XVI secolo fu definita “cappelluccia” per le sue ridotte dimensioni. (www.visit-sulmona.it)

San Venanzio (AQ)

All’interno della Riserva naturale delle Gole di San Venanzio, alzando gli occhi al cielo si nota lo strabiliante Eremo di San Venanzio affacciato sul fiume Aterno.
La particolarità della struttura sta nella presenza della Scala Santa, la quale, completamente scavata nella roccia, conduce ad una piccola grotta identificabile con la parte più antica della struttura, dove i fedeli vedono nelle forme della roccia l’impronta del corpo di San Venanzio.
Il luogo è conosciuto come la “crocetta”, e consiste in una piccola cavità dove, secondo la tradizione, il Santo si raccoglieva in preghiera. (www.abruzzoturismo.it)