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Processione del Venerdì Santo di Chieti

La famosa e suggestiva processione del Venerdì Santo che si svolge ogni anno a Chieti risale addirittura all’842 d.C.
Probabilmente la più antica processione d’Italia, prese origine dopo la ricostruzione della cattedrale, distrutta del re Longobardo Pipino nell’801 d.C.

Dal XVI secolo si svolge secondo la tradizione dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti.
Nel 1740 il Maestro di cappella della Cattedrale di San Giustino, Saverio Selecchy compose il “Miserere”, la struggente opera sacra intonata dal coro dell’Arciconfraternita.
Durante la Processione del 2020, in pieno lockdown causa emergenza Covid 19, il corteo sacro composto esclusivamente dall’arcivescovo Bruno Forte e dalle autorità che lo scortavano, ha assistito ad un evento di carattere mistico: la statua del Cristo esposto si è staccato dalla croce, rimanendo ancorato solo con i piedi. “Ho pregato durate la Processione – ha detto l’arcivescovo – ho chiesto al Signore Gesù di benedire l’Italia e il mondo, di liberarci da questa pandemia”.

La Giostra cavalleresca di Sulmona

Hai mai assistito agli assalti alla lancia dei Cavalieri di Sulmona?
Alla fine di luglio di ogni anno, la Giostra Cavalleresca, di tradizione rinascimentale, mette a confronto i più forti cavalieri e Sestieri dei Borghi di Sulmona. I giostranti si affrontano in singolar tenzone, sul plateatico di piazza Maggiore per la conquista del Palio. Le due giornate di gara in Piazza Maggiore sono precedute dallo scenografico Corteo Storico dei Borghi e dei Sestieri, del gruppo del Mastrogiurato e dei portatori del Palio.
Nel 2000 nasce la “Giostra Cavalleresca di Europa e dei Borghi più belli d’Itala”, con la finalità di coinvolgere più città europee, abbinate ciascuna ad una città italiana, in un’unica kermesse per aggiudicarsi il palio. Ogni città è presieduta da una delegazione di figuranti in costume storico tra danzatori, falconieri, sbandieratori, teatranti.

La Madonna che scappa

Le origini del rito della Madonna che Scappa in piazza sono incerte, e affondano le proprie radici fino al 1600, forse anche prima, nel periodo medievale.
La Madonna che Scappa è una caratteristica rievocazione dell’incontro tra la Madonna che corre verso il Cristo Risorto.
Dopo la messa della Domenica di Pasqua a Sulmona, dalla chiesa di Santa Maria della Tomba parte la processione della Confraternita della Madonna di Loreto, caratterizzata dai tipici colori verdi indossati dai confratelli che trasportano le statue dei santi Giovanni, Pietro e del Cristo Risorto.
Figurativamente, la statua di San Giovanni raggiunge la porta della Chiesa di San Filippo, annunziando alla Madonna l’avvenuta resurrezione del Figlio in un’atmosfera suggestiva che pervade la piazza. (www.yesabruzzo.com)

Farchie

Narra la leggenda delle Farchie di Fara Filiorum Petri che, nel 1799, le truppe francesi in procinto di occupare il piccolo borgo di Fara Filiorum Petri, si trovarono di fronte Sant’Antonio Abate, nelle vesti di un generale che intimò loro di fermarsi e non oltrepassare la selva.
Le truppe non ascoltarono l’avvertimento e continuarono nella loro avanzata. A quel punto si compì il miracolo di Sant’Antonio che trasformò gli alberi in immense fiamme che dispersero l’esercito francese.
Ogni anno, il 16 di gennaio, si celebra a Fara Filiorum Petri la festa delle Farchie, imponenti fasce di canne legate con maestria che vengono incendiate.

La Festa dei serpari di Cocullo

La più famosa e misteriosa celebrazione folkloristica abruzzese è un evento in cui si fondono le usanze pagane e la tradizione cristiana: la devozione per San Domenico, protettore dal morso dei rettili, si intreccia con il rito arcaico dei “serpari”.
Si narra che San Domenico, minacciato di morte, fuggì da Villalago per raggiungere Cocullo.
Lasciando il paese, frappose tra sé e i suoi aggressori un orso a guardia della strada. A Cocullo si fermò per sette anni, e vi lasció un suo dente e un ferro di cavallo della sua mula.
Per questo, la mattina della ricorrenza i fedeli tirano con i denti una catenella, per conservare i denti in buona salute e poi si mettono in fila per raccogliere la terra benedetta.

Festa di San Rocco a Roccamontepiano

Ogni anno, dal 12 al 16 agosto, si rinnova la tradizione del culto verso San Rocco a Roccamontepiano (Ch). Nelle strade del paese si riversa una fiumana di gente devota per ottenere la benedizione del santo e beneficiare dei poteri taumaturgici della fonte a lui dedicata. La leggenda narra che il Santo sopravvisse in una grotta grazie ad una sorgente d’acqua. Ad accompagnare la Processione del 16 agosto, si unisce la tradizionale sfilata delle conche devozionali portate sul capo dalle ragazze del paese abbigliate in costume caratteristico.

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